DIORMAG

29 Luglio
VIP

La Diorever vista da…

Sette personalità ci parlano della loro borsa Diorever: le modelle Sofia Mechetner e Lucie de la Falaise, la scrittrice Loulou Robert, la stilista Karla Welch, le attrici Hen Yanni e Lola Kirke e la designer di gioielli Sabine Getty... Ognuna di esse ci rivela la sua storia, la sua visione della femminilità e la sua definizione della parola "ever".

29 Luglio
Patrimonio

Versailles vista da Victoire de Castellane

La Direttrice Artistica Victoire de Castellane ha immaginato Dior à Versailles, una nuova collezione di alta gioielleria direttamente ispirata all'arte decorativa del palazzo del Re Sole.

Un paio di orecchini richiama il cordone di una tenda degli appartamenti reali, mentre collane e anelli rievocano i rivestimenti in legno della Galleria degli Specchi, la cornice di uno specchio o i candelabri della reggia. La collezione gioca con i codici del XVIII secolo, che si accompagnano ad altri più contemporanei. Un diamante taglio rosa si sposa con l'oro bianco, come un incontro di due epoche in perfetta armonia. Per realizzare creazioni di questo tipo, è stato svolto un lavoro minuzioso e attento, riunendo varie tecniche di taglio o incastonatura grazie ai più grandi laboratori parigini di alta gioielleria. Ma è soprattutto l'anima misteriosa e fastosa di Versailles che Victoire de Castellane ha voluto trasporre: "Ho immaginato una Versailles di notte, interni illuminati da candele che fanno scintillare le pietre. Le donne sono adorne di gioielli e nel silenzio sembra quasi di sentire l'argenteria che risuona contro i piatti".

29 Luglio
Patrimonio

Versailles: Dior mecenate

In omaggio ai profondi legami che la uniscono a Versailles, la Maison Dior contribuisce regolarmente alla reputazione di splendore della reggia attraverso attività di sponsorizzazione, come quella attuale che la vede sostenere il restauro della Maison de la Reine e del Réchauffoir, nonché la mostra di Olafur Eliasson.

La storia di mecenatismo della Maison Dior alla Reggia di Versailles inizia nel 2011, in occasione delle riprese della pubblicità di J’adore, nella Galleria degli Specchi, realizzata da Jean-Jacques Annaud. Prosegue nel 2014 con un'immensa tela dell'artista Pierre Delavie, che vede protagoniste le fotografie dei modelli più emblematici della Maison in una scenografia fatta di pietra e vegetazione e che ricopre l'Ala di Mezzogiorno in corso di restauro. "Inserendo una silhouette Dior tra due portici del Boschetto del Colonnato, si svela unarmonia naturale. Come se il nostro inconscio collettivo si aspettasse di sentire il fruscio degli abiti nei viali", spiega Pierre Delavie, artista visivo famoso per le sue opere monumentali, che ha recentemente decorato la facciata del Grand Palais a Parigi e, più di recente, la boutique Dior Joaillerie durante i lavori in Avenue Montaigne.

Da allora il legame tra Dior e Versailles non ha mai smesso di rinsaldarsi. Nel 2015, grazie alla Maison sono stati avviati i lavori di restauro della Maison de la Reine e del Réchauffoir. Dior sostiene anche le mostre contemporanee che si svolgono presso la Reggia di Versailles, come quella di Anish Kapoor dello scorso anno e quella attuale di Olafur Eliasson, le cui opere sono in mostra nel giardino e nella reggia fino al 30 ottobre.

28 Luglio
Patrimonio

Versailles: Grand Bal

Di Versailles, Christian Dior ammira il fasto e l'eleganza delle feste. Oggi, la Maison si ispira ai sontuosi balli della reggia per realizzare creazioni iconiche come l'orologio Dior VIII Grand Bal, presentato in una nuova campagna, o ancora il profumo Grand Bal.

"Le feste sono necessarie perché donano gioia" scriveva Christian Dior. Lo stilista-profumiere apprezza i momenti di felicità e condivisione tra amici e subisce quindi il fascino delle estrose serate organizzate alla reggia di Versailles. Abiti smisurati per ricevimenti grandiosi: Christian Dior trasponeva questo spirito unico e festoso nelle sue creazioni.

L'orologio Dior VIII Grand Bal, lanciato nel 2011, invita a celebrare il tempo. La sua originalità è legata al calibro Dior Inversé: la massa oscillante del movimento automatico è traforata e posizionata sopra il quadrante per rievocare il leggiadro volteggiare di un abito da ballo. Realizzato dai migliori artigiani nei prestigiosi atelier di La Chaux-de-Fonds in Svizzera, viene successivamente rivestito a mano. Piume, pizzo, diamanti, seta o madreperla sono disposti come i volant di una gonna volteggiante. L'orologio diventa un gioiello che ricorda le parure e le maestose feste della Reggia di Versailles. Quest'anno, l'ultima creazione battezzata Dior VIII Grand Bal Plissé sfoggia un quadrante di diamanti con un nastro di seta rosa e un elegante bracciale in pelle nera.

Per prolungare questa danza, la fragranza Grand Bal della Collection Privée Christian Dior offre la dolcezza e l’ebbrezza di una notte di festa estiva. "Grand Bal richiama i grandi abiti da ballo di Christian Dior, la cui ampiezza e bellezza rievocano i petali dischiusi di un fiore, il gelsomino. Il profumo del gelsomino di Grasse è unico e si distingue per le sue numerose sfaccettature e la sua ampiezza" spiega François Demachy, l'inimitabile profumiere-creatore di Dior, che ha immaginato questa fragranza la cui scia rievoca lo spirito dei ricevimenti a Versailles.

28 Luglio
Patrimonio

Versailles: gli ori di Dior

Simbolo di raffinatezza, ricchezza e potere, l'oro che adorna Versailles ispirò a suo tempo Christian Dior ed è oggi uno dei codici della Maison.

 

"Dior, un genio sottile dei nostri tempi il cui nome magico racchiude 'Dio' e 'oro'". Con queste parole, Jean Cocteau sottolineava il forte legame tra l'oro e l'universo dello stilista. Questo metallo d'eccezione diventa immediatamente un materiale privilegiato nelle opere di Christian Dior, che vede in Versailles una fonte inesauribile di ispirazione. L’oro appare fin dal 1947 con l'abito Aladin in seta color oro champagne, poi nel 1949 con l'abito Pactole. Oltre al materiale in sé, ammira il lusso alla francese del XVIII secolo, come il lavoro minuzioso della foglia d'oro applicata a pennello. Nelle sue creazioni, Christian Dior utilizza inoltre volentieri broccato o filo d'oro per sottolineare una linea o valorizzare un dettaglio. L'abito Indienne del 1947 è fatto di ricami in oro e pietre, mentre l'abito Soirée Fleurie del 1956 viene descritto in "satin bianco avorio ricamato con stelle, fili e lamelle oro, argento e blu".

Durante una conferenza presso l'Università della Sorbona nel 1957, Christian Dior spiega: "Lornamento, pur avendo perso per noi il suo valore simbolico, resta parte integrante dell'abito, non è aggiunto. Ricami in altorilievo in fili d'oro o argento o in perle costelleranno quindi un materiale leggero come il tulle". Oggi più che mai, il prezioso metallo ispira le creazioni della Maison: è il suo colore che si ritrova nel profumo solare Jadore, come un tessuto Moiré da indossare a fior di pelle, ed è l'oro a ritornare come un leitmotiv nell'ultima collezione Haute Couture della Maison. 

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