01.03 IN PRIMO PIANO

LUCI DELLA CITTÀ.

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Ieri Raf Simons ha presentato la sua collezione di prêt-à-porter autunno-inverno 2014-2015; scopri il dossier stampa della sfilata.

Luci della città : una nuova visione dell’esperienza urbana, uno spazio di potere in cui tutto diventa possibile per le donne. Questa stagione Raf Simons, direttore artistico di Christian Dior, rende omaggio alla forza e alla potenza di un look urbano e alla donna che lo sfoggia. Accostando audacemente femminilità e mascolinità, la tradizione dell’abito da uomo e la visione Dior della donna-fiore, Raf Simons presenta una sintesi tra realtà e immaginazione: un paesaggio urbano astratto in cui si è affermato un nuovo genere di donna.
« Questa stagione ho voluto proporre una nuova tipologia di donna», spiega Raf Simons. «Una donna dotata di un potere e un’energia incredibili. Ho voluto sviluppare l’idea di potere attraverso la costruzione dell’abito, offrire una nuova realtà per una nuova funzionalità. Questa collezione parla più dei ritmi scanditi della città che del dolce far niente in giardino. Sono attratto dalla realtà e dall’atmosfera del mondo urbano, che non è fatto solo di svaghi effimeri. La donna Dior vive in questi due mondi. »

Per questa collezione, il giardino Dior diventa astratto, i suoi colori si ritrovano sui look urbani, le sue forme si adattano ai tessuti tradizionali del guardaroba maschile. La donna-fiore, estremamente sensuale, è sempre presente, ma si fa audace e più seducente nel suo abito maschile. Revers a punta sui colli, giacche a doppio petto e bottoni in corno questa stagione prendono il posto dei codici tradizionali del tailleur femminile. L’atelier flou trasforma le camicie da uomo in vestiti, mentre il nylon compare sotto forma di cannage trapuntato su alcuni abiti da cocktail, accostato a un morbido cachemire double-face. Molto presenti anche i motivi grafici della città: le calzature sportive raggiungono nuove vette sui loro tacchi alti, abbandonando la consueta allacciatura che si ritrova invece sui cappotti, stringati come corsetti. Perfettamente costruiti, gli abiti sono protagonisti di un gioco di sovrapposizioni: va in scena una sintesi tra maschile e femminile, tra il passato e il presente di Dior, un taglio che attraversa la storia e un collage dei codici genetici dell’abbigliamento.

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