21.01 IN PRIMO PIANO

HAUTE COUTURE IN MOVIMENTO

IMMAGINE

Ieri, nei giardini del Museo Rodin di Parigi, Raf Simons ha presentato la sua collezione Haute Couture primavera-estate 2014 per Dior. Resoconto.

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La linea è fluida. Semplice. Cade sul corpo e ne sposa le forme femminili. Qui un volume ribaltato, lì una forma tondeggiante sulla schiena. Una spalla scoperta con nonchalance dall’asimmetria di un abito. La manica di una giacca “Bar” che si fa a palloncino all’altezza del gomito. Una tutina corta, un ampio cappotto… Un paio di sneaker da sera. Se lo stile appare spensierato è perché la silhouette è di un’evidente semplicità. Tuttavia… Affinché la linea risultasse così semplice all’esterno, è stata necessaria una costruzione estremamente complessa all’interno: il lavoro degli atelier Haute Couture si rivela qui nella sua massima espressione. I savoir-faire della Maison Dior sono unici e sono padroneggiati alla perfezione. Tutto questo è percepibile soprattutto nel movimento: quello delle falde di una giacca “Bar”, alleggerite da un fine lavoro di trafori nel tessuto, che sembrano scolpire il corpo cadendo in maniera impeccabile; quello di una serie di volant che danzano attorno alle gambe sotto un lungo abito bianco da red carpet; quello di un plissé di colori a contrasto che avvolge il petto, per poi terminare in uno strascico impalpabile sulla gonna; quello delle perle mobili, intrappolate in tessuti trasparenti dai volumi ridotti. Nel movimento si rivela anche l’incredibile gioco di sovrapposizioni dei tessuti, mille strati trasparenti tra i quali l’occhio tenta di aprirsi un varco, attraverso spessori, trafori e veli, fino a scoprire motivi che si ripetono all’infinito. Quello ricamato su un abito blu marine, identico a quello in jacquard di seta sul cappottino nero trasparente a cui è abbinato. Cerchi, tondi non perfettamente rotondi, intricati viluppi ovoidali, cuori allungati. E sotto: piccoli bouquet di fiori i cui volumi in movimento sembrano far tintinnare i pistilli di perle. Tutto è di una delicatezza insospettata finché l’abito non è indossato. Era questo l’intento di Raf Simons. È un lavoro sull’intimità, sulla femminilità. Sul legame che unisce la donna e lo stilista. E dunque, sulla personalità di ogni donna. Nella Haute Couture, ogni silhouette è unica. Proprio come chi la indossa.

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