27.01 IN PRIMO PIANO

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Per la sua collezione haute couture primavera-estate 2014 per Dior, Raf Simons ha dato ancora una volta una visione contemporanea della femminilità, ispirandosi allo stile di chi indossa le sue creazioni per celebrare le donne-fiore di oggi.

È una vera ode alla femminilità quella che Raf Simons ha presentato la settimana scorsa nei giardini del Museo Rodin. Un omaggio delicato che si ispira a tutti i volti della donna-fiore contemporanea: spensierata, in abito da sera e sneaker con fiori ricamati; seduttrice, quando le curve femminili si scorgono sotto la seta sottile; dichiaratamente sensuale, con un top su cui è raffigurata una donna che domina il globo terrestre… Ma soprattutto, estremamente delicata, come traspare dalla finezza dei ricami, dalla complessità delle sovrapposizioni o dalla grazia di un tessuto plissettato. Come per Christian Dior a suo tempo, così anche per Raf Simons la haute couture rappresenta un mezzo privilegiato per rivolgersi a ogni singola donna: « Volevo concentrarmi sull’idea di intimità nella moda, sul legame emotivo che unisce le clienti, i salotti e l’idea stessa della donna », spiega il direttore artistico della Maison. In effetti solo la haute couture Dior, grazie al savoir-faire unico dei suoi artigiani, poteva esprimere la delicatezza di questa femminilità moderna, così come solo uno scenario scolpito a mano poteva ospitare queste donne-fiore aggraziate. Ogni silhouette incarna questa massima che Christian Dior ha scritto nella sua autobiografia: «Il vero lusso esige il vero materiale e il vero lavoro artigianale  ».

Ed è proprio attraverso il patrimonio del couturier fondatore, interpretato incessantemente da Raf Simons secondo lo spirito del tempo, che si afferma questa nuova femminilità. Così, nei motivi traforati che sbocciano sugli abiti della collezione, si ritrovano i petali di seta ricamati di Junon , un sontuoso abito da sera della collezione autunno-inverno 1949, mentre i ricami dorati di Passage , risalente all’autunno-inverno 1951-1952, sembrano aver ispirato il gioco di sovrapposizioni di un abito in cui mezzelune di paillettes oro, rosa e malva si scorgono attraverso i trafori di un sottile tessuto nero. Raf Simons rivisita infine l’iconico tailleur Bar , in una versione traforata che lascia intravedere la pelle di chi lo indossa, con un gesto audacemente moderno e insieme elegante, un gesto diorissimo.

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