08.07 IN PRIMO PIANO

ODISSEA COUTURE

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Ieri pomeriggio, Raf Simons presentava la collezione Haute Couture autunno inverno 2014-2015 per Dior. Scopri il video e il resoconto della sfilata.

Sembra che ieri nei giardini del museo Rodin sia atterrato un vascello spaziale. Un vascello Dior dalle pareti futuristiche tappezzate di orchidee bianche che si riflettono all'infinito in un gioco di specchi. Gli invitati imbarcati in questo spazio circolare, che irradia una luce quasi fantasmagorica, sono trasportati, secondo l'estro delle silhouette immaginate da Raf Simons, in un viaggio nel tempo, attraverso secoli di eleganza passata e futura. Un’odissea scandita da otto scali, dove ci guidano otto gruppi di donne.

Prima tappa dell'odissea? Il diciottesimo secolo, tanto amato da Christian Dior, e di cui Raf Simons ci restituisce una visione molto contemporanea. Abiti a crinolina rivisitati, alleggeriti da vaporose sottogonne in tulle. Colori pastello, crema, verde celadon, rosa pallido che tendono quasi al bianco. Via via che le modelle percorrono la passerella, disinvolte, con le mani nelle tasche dei loro abiti di corte 2.0, il fasto di Versailles sembra incontrare un look casual stilizzato.  

Salto nello spazio-tempo: eccoci catapultati nel bel mezzo del ventunesimo secolo, tra passato, presente e futuro prossimo. Nel vascello Dior, le silhouette si vestono di dettagli tecnici. In divisa da pilota in taffetà, zippate e ricamate, sfilano donne eleganti con un look da sera o cosmonaute couture?

Guidati dal loro passo disinvolto, seguiamo altri gruppi fino all'inizio del ventesimo secolo. Nei lunghi soprabiti edoardiani di cachemire o pelliccia, che sembrano quasi sfiorare il pavimento, le indossatrici esplorano anche nuovi orizzonti cromatici: i delicati toni pastello hanno ceduto il posto a colori decisi e, al ritmo della loro andatura, intravediamo, tra lo spacco del tessuto scuro, i pantaloni, come lampi fucsia, verde smeraldo o rosso acceso.  

E il viaggio continua, esplorando con audacia e leggerezza le varie epoche: è la volta dei corsetti indossati a corte che si trasformano in minigonne couture, poi degli sfarzosi giustacorpi dei nobili del '700 che diventano cappotti da sera, indossati semplicemente su pantaloni neri; lo stile alla maschietta degli anni Venti, reinterpretato in abiti ricamati con frange... E non manca il tailleur Bar,  la cui architettura iconica è stata rivisitata da Raf Simons che ha giocato sui volumi del colletto: di volta in volta giaccone, giacca o abito, le sue variazioni sembrano riaffiorare da un viaggio nel tempo, dall'incontro tra il passato della Maison e la visione moderna del suo direttore artistico.

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