Archi Dior | DIORMAG

26 Settembre
Sfilate

Calligrafia

Venerdì prossimo sarà presentata la prima collezione di Maria Grazia Chiuri per Dior; nell'attesa, facciamo luce sulle donne che lavorano nell'ombra alla preparazione della sfilata. Oggi è Lili, la calligrafa, a parlarci del suo idolo femminile. 

26 Settembre
Sfilate

Invito

26 Settembre
novità

Archi Dior

La collezione di gioielleria Archi Dior immaginata da Victoire de Castellane si arricchisce di otto nuove creazioni tutte da scoprire.

"Volevo fare l'architetto: come stilista sono tenuto a rispettare le leggi, i principi dell'architettura", spiega Christian Dior nel 1956, durante una conferenza presso l'Università della Sorbona, a Parigi. Dalla sua prima sfilata, conferisce alle sue creazioni la loro eleganza strutturata, oltre a definire uno stile, uno spirito.
In omaggio a questa visione unica della creazione, due anni fa Victoire de Castellane ha immaginato la collezione di alta gioielleria Archi Dior; poi, l'anno scorso, una collezione di gioielleria nella quale ogni creazione porta il nome di una linea o di un abito iconico, adattando il particolare movimento dei tessuti al linguaggio della pietra e del metallo prezioso.
La collezione di gioielleria Archi Dior si arricchisce quest'anno di otto creazioni ispirate all'abito in pied-de-poule Cocotte, della collezione primavera-estate 1948, con il suo volume ondulato sul retro, così come alla linea Milieu du Siècle, della presentazione autunno-inverno 1949-1950, basata sulla geometria interna dei tessuti. La silhouette della creazione Cocotte dà vita a un anello e a una collana asimmetrici in oro bianco e diamanti. La morbidezza delle curve della linea Milieu du siècle si ritrova nella collana in oro e diamanti, in due coppie di orecchini in oro bianco e diamanti nonché in tre anelli in oro rosa, oro rosa e diamanti e oro bianco e diamanti. "Ho messo in risalto i movimenti più forti e più interessanti per adattarli in metallo. Non è più un abito plissé, ma l'idea di un plissé", spiega la Direttrice Artistica di Dior Joaillerie.

20 Settembre
novità

http://tow.tvTales of the Wild, Folge 4: El Capitan

Per questo quarto e ultimo episodio, destinazione ovest per incontrare Ethan Pringle, che scala a mani nude la parete rocciosa El Capitan dello Yosemite, in California, in un percorso di elevazione tanto fisica quanto spirituale. Appuntamento sul mini sito dedicato tow.tv per vedere l'intero episodio.

 

 

20 Settembre
novità

Tales of the Wild, episodio 3: Aizkolari

La settimana scorsa ti abbiamo svelato estratti dei primi due episodi della serie documentario Tales of the Wild dedicata agli uomini che hanno scelto una vita nella natura selvaggia. Scopri oggi un'anteprima del terzo episodio dedicato ad Arthur Van der Putten, che si dedica a preservare le tradizioni della "Forza Basca", un insieme di prove fisiche sotto il segno del superamento di sé. Appuntamento sul mini sito dedicato tow.tv per vedere l'intero episodio.

 

 

19 Settembre
VIP

Rami Malek in Dior Homme

Ieri sera a Los Angeles, alla 68a edizione degli Emmy Awards, l’attore Rami Malek ha indossato uno smoking Dior Homme per ricevere il premio come migliore attore in una sera drammatica, per il suo ruolo in Mr. Robot.

17 Settembre
eventi

Les Fontaines Parfumées viste
da François Demachy

Nel suo nuovo studio di Grasse l'inimitabile profumiere-creatore della Maison ci parla, in un'intervista esclusiva, della sua visione della città culla della profumeria e del suo nuovo laboratorio di creazione high-tech.

DiorMag: Lei è cresciuto a Grasse; ha dei ricordi della sua infanzia legati a Les Fontaines Parfumées?

François Demachy: Andavo a scuola a duecento metri da qui con uno dei figli dell'ultima famiglia proprietaria del luogo. Mi ricordo bene di qualche pomeriggio passato qui quando avevo dieci anni. Ricordo la sala circolare, il mulino, che allora era un rudere, e il giardino, che vedevamo come una giungla affascinante. Il luogo era conosciuto dagli abitanti di Grasse, ma a poco a poco si è addormentato, è stato dimenticato... fino ad ora.

DM: Che cosa rappresenta il fatto di aver installato il suo laboratorio di creazione a Les Fontaines Parfumées, a Grasse, la città culla della profumeria?

F.D.: È un ritorno alle origini. La storia che lega da sempre Dior a Grasse mi colpisce: l'idea di Miss Dior è nata in questa regione, Eau Sauvage è stato creato da Edmond Roudnitska, che viveva qui vicino ed era cliente della farmacia di mio padre... Tutto ciò mi parla e il ritorno di Dior in questo luogo è molto significativo. Questo influisce soprattutto sulla qualità dei profumi che creiamo, attraverso la qualità degli ingredienti e dei savoir-faire della regione. Utilizzare il gelsomino di Grasse per J’adore, per esempio, è un valore aggiunto. Credo molto all'unione delle piccole cose che fanno la differenza come questa, che donano al profumo una sensibile singolarità.

DM: Come sono state scelte le essenze che compongono il giardino dei profumi attorno all'edificio?

F.D.: Il giardino è stato concepito insieme a Jean Mus, un vero maestro paesaggista. Gli abbiamo rivolto essenzialmente due richieste. Innanzi tutto, di utilizzare piante del territorio. Fichi o acanti, che erano già lì e che abbiamo voluto preservare, e specie che crescono nella regione, come gli aromi, il mirto, il lavandino nonché, naturalmente, il gelsomino e la rosa di Grasse. E poi volevamo che, passeggiando per il giardino, ci si potesse imbattere in odori interessanti. Per esempio, c'è un'aiuola di menta con tante varietà differenti, che spandono il loro odore tutt'attorno quando le si calpesta. Vi si trovano quindi molte essenze legate alla profumeria, ma non solo: ci sono anche riferimenti alla Maison, come il mughetto, fiore preferito di Christian Dior.

DM: Quali sono le innovazioni a cui teneva particolarmente per la costruzione del laboratorio di creazione?

F.D.: Abbiamo insistito particolarmente su due cose: la luce e la ventilazione. In una casetta di campagna come questa, tipica della Provenza, d'inverno non c'è molta luce, poiché le pareti sono spesse e le aperture strette, in modo da proteggersi dal caldo e dal sole d'estate. Si è resa necessaria quindi un'illuminazione integrata che riproducesse la luce del giorno, essenziale per la precisione delle pesature. Per la ventilazione, abbiamo un macchinario enorme che occupa la superficie di tutto il sottotetto, programmato per cambiare l'aria da sette a dieci volte all'ora. L'aria viene trattata – raffreddata, riscaldata, umidificata o deumidificata –, poi diffusa a bassa pressione, su una grande superficie e a velocità ridotta per non compromettere la precisione delle bilance, che assicurano una pesatura al milligrammo.

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