La nuova collezione di gioielleria | DIORMAG

12 Settembre
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La tonalità 770 Ultra Love

"Credi in te stessa, altrimenti nessuno lo farà”, afferma di fronte all’obiettivo Natalie Portman. Sicura di sé e raggiante, sfoggia sulle labbra la nuance 770 Ultra Love, un lampone vibrante.

Vestita da una creazione di Maria Grazia Chiuri per la Maison, la seducente Natalie Portman incarna la nuance 770 Ultra Love. Dalla femminilità e dalla gioia prorompente, svela tutte le possibilità di questo lampone appassionato, facile da indossare, dalle sfumature di bois de rose e beige quasi corallo. Immaginato per essere indossato nel quotidiano, veste le labbra con il suo colore forte e vivace, che rievoca il desiderio di Christian Dior di rendere le donne “non solo più belle, ma anche più felici”.

12 Settembre
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Inno al rosso

Indossate da Natalie Portman, le tonalità Rouge Dior Ultra Rouge assumono una nuova dimensione. Attraverso quattro film che rendono omaggio al rosso, svelano tutte le loro sfumature. Focus sul 999 Ultra Dior, singolare e iconico, come un’ode alla femminilità.

Rivisitato da Peter Philips, Direttore creativo e dell'immagine del Make-Up Dior, con inesauribile creatività, il rosso 999 è una delle emblematiche tonalità immaginate da Christian Dior all’inizio degli anni ‘50. Diventato una firma della Maison, ma anche uno dei suoi codici distintivi, si fa testimone dell’amore passionale e senza compromessi che lo stilista provava per il rosso. “Bello e dinamico, è il colore della vita. Amo il rosso. Penso che doni a quasi tutte le carnagioni e lo si può portare in qualsiasi momento”, scriveva nel suo Piccolo Dizionario della moda.

11 Settembre
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La nuova collezione di gioielleria

Enigmatica quanto simbolica, la nuova collezione di gioielleria Tête de mort immaginata da Victoire de Castellane, Direttrice Artistica di Dior Joaillerie, è una celebrazione della vita e al tempo stesso un tesoro di savoir-faire.

“Qualsiasi cosa facciate, per lavoro o per piacere, fatelo con passione! Vivete con passione”, scriveva Christian Dior nel suo Piccolo Dizionario della Moda. Questa massima che ha guidato lo stilista per tutta la sua carriera ha ispirato i tre anelli e le tre collane in oro giallo, rosa e bianco della collezione di gioielleria Tête de mort. Questi gioielli reinterpretano le locuzioni latine “Memento Mori” e “Carpe Diem”, due precetti che ricordano che occorre approfittare di ogni istante.

 

Ognuna delle creazioni racconta una storia preziosa che non svela tutti i suoi segreti al primo sguardo. Se si osserva attentamente, si scopre che il modello in oro giallo e ametista è decorato da un quadrifoglio in granati tsavorite, omaggio a uno dei portafortuna di Christian Dior, mentre quello in oro bianco e calcedonio blu è adornato da una corona di mughetto, uno dei fiori preferiti dallo stilista, che aveva l’abitudine di appuntarne un ramoscello all’occhiello o di inserirlo nell’orlo dei suoi abiti haute couture. Cuoricini incisi sul retro o immaginati in forma asimmetrica sul corpo del gioiello sembrano battere più forte di ogni altro, come una missiva gioiosa destinata al suo possessore.

 

Le pietre sono state selezionate una per una dalla Maison per la loro tonalità intensa e naturalmente pastello. Dietro questa scelta di colori si nasconde un nuovo enigma, poiché ogni sfumatura simboleggia uno stato d’animo: la forza è caratterizzata dal blu intenso del calcedonio, la tranquillità dal rosa cipria del quarzo e l’equilibrio dal viola delicato dell’ametista. Questi giochi di associazioni tra colori delicati e l’oro bianco, rosa o giallo compongono una collezione sorprendente e unica.

10 Settembre
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Winds of change

Per Dior Magazine, la collezione prêt-à-porter autunno-inverno 2018-2019 immaginata da Maria Grazia Chiuri, Direttrice Artistica della Maison, e ispirata agli anni ‘60, si svela sotto una nuova luce davanti all’obiettivo della fotografa Katja Mayer.

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    Katja Mayer

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10 Settembre
Savoir-Faire

Il savoir-faire della borsa Saddle ricamata in video

10 Settembre
Savoir-Faire

Il savoir-faire della borsa Saddle ricamata

Quasi vent’anni dopo la sua creazione, Maria Grazia Chiuri ha reinterpretato la borsa Saddle, icona della Maison riconoscibile dalla sua forma unica a sella per cavallo. Focus sulle fasi di realizzazione del modello interamente ricamato.

Composta da nove pezzi interamente ricamati con fili, perle e frange, questa versione in patchwork si ispira a tessuti dai colori vivaci e disegni vintage, alcuni dei quali tratti dagli archivi della Maison. In un atelier a Bologna, le ricamatrici lavorano in coppia su un telaio in legno secondo una tecnica tradizionale che consiste nel lavorare sul rovescio del tessuto per inserire fili e perle che formano i motivi sul dritto. Un savoir-faire prezioso che consente di realizzare i ricami immaginati dalla Direttrice Artistica delle collezioni donna, per i quali sono stati necessari trentasei colori di fili e ventitré sfumature di perle diverse.

È poi in Toscana, negli atelier di pelletteria Dior, che vengono tagliati gli elementi in pelle e le parti ricamate della borsa Saddle. L’artigiano procede all’assemblaggio delle due parti che compongono la patta prima di scolpire il materiale con la forza delle mani. Una volta cuciti il lato anteriore e quello posteriore ai fianchi e al fondo della borsa, modella la tela per creare i due soffietti sagomati del modello. Stampate a caldo in rilievo su nastro dorato sulla tasca interna, le parole “Christian Dior Paris” appaiono come una firma couture. La lettera “D” e le iniziali “CD” in metallo vestono la borsa prima che venga posizionato il manico, che consente di portarla a spalla o a mano. I due attacchi permettono di personalizzare questo accessorio con un’ampia tracolla in tela ornata di medaglioni metallici.

09 Settembre
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Il foulard in seta La Terre

Per la collezione prêt-à-porter autunno-inverno 2018-2019, gli elementi della natura si mostrano all’insegna del colore e della poesia su foulard di seta. Su questa creazione, la Terra svela così le sue sfumature attorno a una stella che richiama la superstizione di Christian Dior.

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