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23 Giugno
Sfilate

CELEBRITÀ IN DIOR

J. Balvin, Kate e Lila Moss, Kelly Osbourne, Christina Ricci e molte altre celebrità erano presenti venerdì a Parigi in occasione della sfilata della collezione Uomo Estate 2020 di Kim Jones.  

  • J. Balvin

  • Lila Moss & Kate Moss

  • Christina Ricci

  • Kelly Osbourne

  • Nick Robinson

  • Noomi Rapace

  • Natalia Vodianova

  • Romy XX

  • Kenshi Okada

  • Lily Allen

  • Johnny Huang

  • Stephane Bak

  • Miss Fame

22 Giugno

Spirito del luogo

22 Giugno
Sfilate

Archeologia del futuro

All’Istituto del Mondo Arabo a Parigi, luogo della diversità e dell’interazione tra culture, ricco di tesori archeologici, la sfilata della collezione Uomo Estate 2020 di Kim Jones ha dialogato con l’universo conturbante dell’artista americano Daniel Arsham. Un vertiginoso viaggio immersivo in cui le creazioni si fondono con la scenografia e le sue vestigia del futuro.

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Adrien Dirand

Ad accogliere gli ospiti, un immenso quadrante, replica dell’orologio dell’ufficio di Christian Dior, si è trasformato in una preziosa reliquia. Circondato da monumentali iniziali “CD”, come statue guardiane di templi, questo quadrante è il riflesso di una lontana eternità. Erosi in più punti, come divorati dai morsi del tempo, questi simboli lasciano trasparire sorprendenti incrinature trafitte da cristalli di quarzo. “Archeologo del futuro”, Daniel Arsham immagina che un cantiere di scavi, tra mille anni, racconti il nostro presente.

Fin dall’ingresso, una piccola stanza incuriosisce. Di un candore uniforme, come quello immacolato dei marmi antichi, sembra immobilizzata nel tempo. Rappresentazione dell’universo familiare dello stilista-fondatore e celebrazione della sua tradizione, partecipa all’arte unica dell’artista americano che ama esplorare, coniugandole, le linee temporali. 

Infine, i modelli hanno sfilato su una sabbia bianca che si trasformava gradualmente in un rosa vivace, le cui sfumature intense irradiavano l’insieme dell’ambientazione. Una sabbia ancora mai calpestata, promessa di un futuro da scoprire. Illuminate da una luna immaginaria, come un esopianeta fantastico, le lettere “D.I.O.R”, affascinanti sculture monolitiche, anch’esse parzialmente consumate e punteggiate di cristalli, abitavano questo spazio irreale, come nato da un sogno che si trasforma a seconda delle impronte. 

21 Giugno

Il racconto del futuro

Questo pomeriggio, all’Istituto del Mondo Arabo, a Parigi, Kim Jones ha presentato la sua collezione Estate 2020, omaggio contemporaneo al patrimonio della Maison Dior. Scopri il comunicato stampa.

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Jérôme Verbrakel

Il passato si racconta al futuro. Il concetto di reliquia, che racchiude in sé l’idea di evoluzione continua, esplorazione e scrittura della storia, rappresenta il fondamento stesso delle maison de couture. Le case di moda incarnano il legame vivente e tangibile con il passato celebre di un’altra epoca, testimoniando il potere della memoria. Per la sua collezione Estate 2020, Kim Jones, Direttore Artistico delle collezioni maschili di Dior, esplora questa idea collaborando con l’artista americano Daniel Arsham, la cui opera si propone di indagare l’archeologia del nostro presente. Il risultato celebra il patrimonio della Maison Dior, in costante evoluzione.

L’architettura è sempre stata fondamentale per Christian Dior, che immaginava creazioni Haute Couture teatrali e strutturate, simili a sculture vaporose. Per questa collezione maschile, le forme sono morbide, fluide, leggere e realizzate con tecniche prese in prestito alla scultura. La pelle accoppiata si veste di dettagli, come un vero e proprio fregio. Il motivo Dior Oblique, sfumato e tono su tono, rievoca l’arte del bassorilievo. La palette di colori, composta da tonalità neutre, come sbiadite, e da nuance intense, delinea un paesaggio maestoso.

Estremamente superstizioso, Christian Dior credeva molto ai portafortuna, alla buona sorte e alla dimensione magica della realtà circostante. I codici Dior, le icone della Maison e gli oggetti del quotidiano che compongono la sua eredità si trasformano in reliquie emblematiche. Alcuni pezzi provenienti dallo studio di Monsieur Dior (come il suo orologio o il suo telefono) sono stati reinterpretati da Daniel Arsham nello stile della sua serie artistica Future Relics.

In occasione della sua prima collaborazione con RIMOWA, brand specializzato in bagagli di lusso, Dior presenta una capsule collection inedita, composta da uno zaino, una valigetta per champagne, un trolley, una minaudière e una valigia, ornati di scanalature in alluminio, segno distintivo della Maison tedesca. Confezionata grazie a un savoir-faire d’eccellenza, questa edizione speciale “Dior et RIMOWA” cela una tecnica innovativa, che ha permesso di incidere sui pezzi, come una firma indelebile nel cuore dell’alluminio, l’iconico motivo Dior Oblique, qui declinato in tonalità vibranti. Una celebrazione del lavoro della materia, pietra angolare della sfilata.

Per questa collezione Estate 2020, le creazioni di Kim Jones affondano le proprie radici nella storia di Dior e nell'eccellenza del suo savoir-faire, esprimendo una visione e un patrimonio contemporanei. La stampa “Giornali” di Dior, creata per la sfilata Haute Couture Primavera-Estate 2000, è stata rivisitata in collaborazione con Daniel Arsham. La nuova collezione si sposa con l’aria dei tempi, attraverso una selezione di nuovi capi must-have che sottolineano lo spirito di modernità apportato da Kim Jones. Il Tailleur Oblique, presentato dal Direttore Artistico durante la sua prima sfilata, si declina qui nei cappotti e nei giubbotti. La borsa Saddle presta le sue curve leggendarie alle mantelline dei trench, mentre i drappeggi (che punteggiano la collezione Inverno 2019-2020) sfoggiano tonalità sfumate. Drappeggi che cadono lievi sulla sabbia che ricopre il podio, leggermente segnati dall’usura del tempo, o sottolineano i risvolti delle giacche simili a ombre proiettate.

Il lavoro delle mani, essenza stessa della Haute Couture, si rivela appieno in questa collezione maschile. Gli atelier parigini hanno confezionato nuvole di crêpe georgette plissettata che avvolgono la silhouette, che appare come immersa in un’acqua satura di pigmenti. Espressione dell’universalità della Couture, i motivi Toile de Jouy sono stati dipinti a mano dagli artigiani giapponesi di Kyoto. Due metodi che richiamano un’altra epoca.
Oggi, le mani della Maison si uniscono a quelle di Daniel Arsham, con cui Kim Jones intrattiene un dialogo creativo incessante e dinamico. I pezzi sono stati pensati di concerto dagli atelier e dall’artista che, studiando gli archivi Dior, si è proiettato in un futuro immaginario per trasformarli in preziose reliquie, riflessi di un’eternità remota. Alcune creazioni sono invecchiate precocemente, erose e frammentate, come i gioielli di Yoon Ahn. Le calzature trasparenti assomigliano a sculture, con i calzini visibili dall’esterno. I simboli storici di Dior, rivisitati da Daniel Arsham, diventano calchi in gesso, rilavorati in silicone per impreziosire gli accessori.

Perpetuando la tradizione iniziata da Kim Jones di invitare degli artisti a reinterpretare la borsa Saddle, Daniel Arsham ne ha preso il calco, a mo’ di artefatto, per dare vita a nuove borse stampate in 3D in edizione limitata. Anche il logo Dior è stato trasformato: compare in rilievo, crepato e screpolato, sulla superficie del tessuto, sfoggiato dagli indossatori che attraversano un paesaggio desertico punteggiato da monoliti che insieme compongono il nome “Dior”.

Come un gioco tra passato, presente e futuro, proiezione nell’avvenire, questa collezione esplora l’anticipazione, l’elasticità del tempo, lo sguardo puntato contemporaneamente verso orizzonti trascorsi e venturi. 
La storia non è fissa. È dinamica, cangiante, viva. Questa collezione rappresenta un omaggio alla storia di Dior, quella che già conosciamo e quella che continua ad essere scritta. 

21 Giugno
Sfilate

Il video della sfilata

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