Campagna donna Autunno 2024

Grande appassionata del guardaroba Dior*, la figura di Marlene Dietrich ha ispirato, con la sua inconfondibile eleganza senza eguali, la linea Dior Autunno 2024 di Maria Grazia Chiuri. Caratterizzati dalla presenza eterea e dallo stile androgino dell’attrice, i modelli disegnati dalla Direttrice creativa compaiono in una serie di immagini scattate dall’artista e fotografo americano Collier Schorr.

Questi scatti magnetici mettono in risalto le molteplici sfaccettature della femminilità. Su uno sfondo minimalista che pare rievocare una scena dietro le quinte, le pose delle modelle fondono eleganza e naturalezza. 

Dall’ombra alla luce, dal bianco e nero al colore, dagli anni ’50 a oggi, i capi della linea raccontano la storia di tale dualismo: dalle gonne a tubino che arrivano fin sotto al ginocchio agli abiti sottoveste guarniti di pizzo, gli outfit lasciano intravedere con raffinatezza la lingerie al di sotto, parte integrante di questa collezione Dior.

Giacche strutturate si accostano a pantaloni palazzo rifiniti con pieghe, oppure lasciano spazio a lunghi cappotti foderati. I ricami, irresistibilmente romantici, assumono le parvenze di spille raffiguranti simboli di Dior quali il quadrifoglio o l’ape, mentre sui colletti fioriscono elaborati intarsi.

Concepite come un invito alla libertà e al movimento, le borse si presentano in versioni mini che combinano elementi della Maison come la trama Cannage con una maestria d’eccellenza. Fra tutte spicca la Lady Dior, eterno emblema di un fortunato destino.

Le calzature, in primis la décolleté Spectadior e la sneaker Dior Star, riflettono a loro volta un’idea sfaccettata di femminilità, mescolando un’ispirazione classica con un’estetica profondamente contemporanea. Si apre così uno sconfinato ventaglio di possibilità, al crocevia tra affermazione di sé ed energia collettiva, raffinatezza e fluidità.

 
*“No Dior, no Dietrich!” dichiarò addirittura l’attrice ad Alfred Hitchcock prima delle riprese del film “Paura in palcoscenico”.

© Collier Schorr

© Margot Populaire