DIOR LADY ART #6: SCOPRI GLI ARTISTI

ZHANG HUAN

I temi esplorati da Zhang Huan, appassionato della filosofia buddista, includono il cerchio della vita e della morte, il rapporto tra mente e corpo e il ruolo della memoria. Estremamente sensibile alla materia, lavora con acqua, sangue, ghiaccio e ceneri in performance provocatorie che mettono alla prova i suoi limiti fisici e psicologici. Il suo corpo compie una metamorfosi in una tela, in un pennello, in un linguaggio. Per Dior, trasferisce il suo universo in quattro creazioni uniche, che sembrano prendere vita davanti ai nostri occhi.

L’iconica Lady Dior è impreziosita da un’opera della serie My Winter Palace, simbolo di perenne reinvenzione dell’arte*, ed esalta il virtuosismo dell’antica ebanisteria cinese. Con i suoi dettagli estremamente raffinati, la creazione sancisce l’incontro tra tradizione e modernità.
Le borse mini Sakura Field, interamente ricamate con perline e paillettes, rappresentano un campo fiorito popolato da maschere buddiste che uniscono il mondo dei vivi e quello dei morti. Un paesaggio incantevole con mille e uno colori, che coniuga passato e futuro. L’ultima tappa di questa odissea artistica è la reinterpretazione di questa icona Dior in una versione olografica, impreziosita dagli stessi volti ottenuti con stampa 3D. Una visione creativa sfaccettata che passa dall’immobilità al movimento, illustrando la rinascita. Un nuovo soffio di vita.
*Il volto femminile rappresentato dall’artista è una reinterpretazione di un dipinto di Rembrandt del 1634, che mostra sua moglie Saskia van Uylenburgh nei panni di Flora, dea della primavera e protettrice dei fiori.

GENIEVE FIGGIS

Il lavoro di Genieve Figgis combina il decadimento tragico, l’umorismo nero e la commedia graffiante; un connubio casuale dalla profondità disturbante che sabota l’estetica del XVIII secolo. Nel suo studio immerso nella natura della contea di Wicklow, a sud della capitale irlandese, l’artista trae ispirazione dalle opere di Ensor, Boucher e Fragonard, reinterpretando i dipinti originali come se si stessero sciogliendo o dissolvendo.

Per Dior ha tradotto il suo universo in tre creazioni etiche, realizzate in pelle vegetale ottenuta dagli scarti della vinificazione, a simboleggiare la parità tra animali ed esseri umani. Una tigre, figura maestosa e potente che incarna la forza vitale, impreziosisce una delle borse, mentre un gatto, deformato da un ricamo di perle, decora il secondo modello. Infine, una scena accattivante arricchisce la terza Lady Dior; animali e personaggi del passato, che sembrano in procinto di disintegrarsi, sono ritratti in un’atmosfera strana e inquietante, come un carnevale enigmatico ma armonioso. Rappresentazioni intramontabili caratterizzate da una falsa innocenza, che mettono in discussione il nostro rapporto con la sopravvivenza, la vita e la natura.

GISELA COLON

Affascinata dall’energia vitale, dalle forze dell’universo e dal sistema dei pianeti, nel corso degli anni Gisela Colón ha sviluppato un linguaggio del tutto originale, costituito da una moltitudine di forme geometriche e figure organiche. Tra le sue opere più celebri figurano spettacolari monoliti e affascinanti cellule biomorfe che appaiono sotto forma di sculture murali in continua mutazione, quasi come a promessa di un futuro migliore, rappresentando un punto d’incontro fra minimalismo e futurismo, nonché fra arte e scienza. Realizzate con materiali innovativi, le sue opere presentano riflessi olografici che cambiano a seconda della luce: colori ipnotici che ha usato anche per impreziosire le sue reinterpretazioni della borsa Lady Dior, in occasione della quinta edizione di Dior Lady Art. 

Nel 2021, Gisela Colón ha collaborato con Dior anche alla mostra internazionale Forever Is Now, tenuta nel cuore delle piramidi di Giza. Per l’evento, l’artista ha creato una borsa che rende omaggio allo splendore dell’Egitto e alla sua incredibile tradizione.
Vestita d’oro in onore dei sarcofagi dei faraoni, la borsa presenta al centro l’Occhio di Udjat, uno dei simboli di protezione più importanti dell’antico Egitto, che rappresenta l’occhio del dio falco Horus. Impreziosito da un granato, questo talismano è circondato da pietre semi-preziose, ispirate alla maschera di Tutankhamon e ai gioielli delle regine egizie come Hatshepsut, Nefertiti e Cleopatra. Ogni dettaglio racconta un frammento di questa emozionante storia e di una straordinaria tradizione: dai manici della borsa, ispirati a una collana antica, alla fodera, arricchita da geroglifici goffrati, e i ciondoli a forma di serpente, che rappresentano la sovranità e il potere della trasformazione.

LINA IRIS VIKTOR

L’artista concettuale, pittrice e performer britannico-liberiana Lina Iris Viktor vive tra Londra, l’Italia e New York, dove studia. In linea con il suo approccio multidisciplinare, che unisce arti antiche e contemporanee, combina pittura, scultura, performance e fotografia con una tecnica di indoratura con oro 24 carati. La tele scure impreziosite da “strati di luce” sono il suo punto distintivo; queste opere mettono in discussione il significato simbolico, sociopolitico e filosofico dei colori nero e oro. 

Questo universo trova la sua massima espressione nella reinterpretazione dell’artista della Lady Dior, intitolata Constellations in omaggio alla sua opera iconica. La borsa riproduce un paesaggio rigoglioso che, come un tessuto raffinato ispirato a un cielo stellato, è punteggiato da tanti dettagli in metallo dorato, realizzati a mano con complesse tecniche orafe. Questi preziosi talismani richiamano diverse culture del mondo, come quella africana, egiziana, aborigena e precolombiana, e i loro riti sacri ancestrali. Sono disponibili in quattro modelli diversi in nero, blu o verde, che creano una mitologia visiva unica nel suo genere. Un omaggio a un patrimonio inestimabile che deve essere preservato, oggi più prezioso che mai.

JOHAN CRETEN

“Una scultura da indossare, in grado di trasformare chi la porta con sé.” È questo lo spirito con cui Johan Creten ha reinventato la borsa Lady Dior. L’artista di origini belghe dà una nuova vita all’arte della ceramica e crea sculture allegoriche imbevute di mistero. Le sue opere straordinarie sottolineano la sua introspezione e la sua coscienza umanistica, proprio come questa creazione per Dior intitolata Love Games, immaginata come simbolo di un mondo più rispettoso. 

La sua superficie, realizzata in pelle scamosciata, è al contempo morbida e testurizzata grazie all’effetto della sabbia e della resina, in un omaggio alla bellezza della Terra vista dal cielo. Uno sciame di api dorate, che riflettono il fascino dello scultore per questo insetto maestoso*, trasforma il motivo Cannage in un prezioso ornamento che arricchisce questa mappa del mondo. Questo dettaglio rimovibile può impreziosire la Lady Dior o essere trasformato in un raffinato plastron. La seconda borsa, proposta in blu reale, è punteggiata da un ricamo ibrido, simbolo di una maestria eccezionale. Visioni uniche da cui traspare il sogno per un mondo migliore, attraverso la gioia dell’arte.

*Nella serie Wargames, opera dell’artista, dipinti e sculture raccontano la lotta delle api per la sopravvivenza, trasformandola in una metafora della condizione umana.

MANAL ALDOWAYAN

Audace e impegnata, nella sua pratica artistica Manal AlDowayan esplora la rappresentazione delle donne, delle ingiustizie sociali e della memoria collettiva. Attraverso la sua reinterpretazione della borsa Lady Dior, che considera uno spazio collaborativo ed espressivo, l’artista poliedrica ha voluto porre sotto i riflettori la gioventù saudita, mettendo in discussione il suo ruolo nell’evoluzione della società e confrontando tradizione e modernità. La prima borsa è ispirata alla sua opera The Boys (2016). Come l’opera, questo modello mette a confronto la vecchia e la nuova immagine della società saudita contemporanea e come essa affronta la sua identità oggi.

Per la seconda versione si è ispirata alla sua opera Landscapes of the Mind (2009), una serie di fotografie che documentano il paesaggio di Dhahran, la città produttrice di petrolio in cui è nata. Le immagini sono impreziosite da piume e ricami, che intessono un dialogo tra la palma, lo stabilimento di petrolio e il suo rapporto con essi. Infine, Manal AlDowayan ha creato una borsa scultorea unica, ispirata ai suoi lavori con le rose del deserto. Le tre creazioni riflettono l’estetica della sua arte e come viene trasferita in un oggetto del desiderio. In un dialogo che si pone all’intersezione tra realtà e immaginario, con tonalità sfumate di oro e argento che contrastano con le immagini in bianco e nero, l’introduzione delle lettere arabe e i ciondoli Dior essenziali sono dettagli che diventano simboli di autoesplorazione. Un incontro che estende l’impegno condiviso di Manal AlDowayan e Maria Grazia Chiuri a guardare oltre la superficie per trovare la bellezza nelle donne di tutto il mondo e celebrare le loro esperienze straordinarie con le loro comunità. 

ANTONIN HAKO

Pittore, scultore e performer, Antonin Hako trae ispirazione da tante discipline, esperienze e storie diverse per abbattere i confini tra spazi di lavoro e di vita. Dai suoi lavori scaturisce un’energia vitale, istintiva e intensa. Il suo segno distintivo è un’estetica astratta che trasmette un senso di verità, l’urgenza di vivere il presente. Guidate da una visione in costante movimento, le opere di Antonin Hako sono caratterizzate da una grande libertà di forme ed espressioni con colori brillanti, dalla tela alle bandiere, le mongolfiere e i “tessuti congelati”, contraddistinti da un’energia davvero singolare.

Attraverso questa ricerca per l’arte globale, riflette ogni giorno sulla vita e sulla leggerezza, in tutta la loro ambiguità. Per Dior, l’artista francese immagina quella che lui definisce una “borsa in volo”, vestendo l’iconica Lady Dior con una raffinata ondulazione, scolpita in resina semitrasparente, come se non avesse peso. L’apparente fragilità della borsa crea un contrasto con la resistenza del materiale simile al vetro; le linee grafiche sono trasformate in curve eteree. Una creazione progettata come un miraggio, un’illusione poetica dove sbocciano infinite possibilità.

LEONHARD HURZLMEIER

Cresciuto in una famiglia di artisti, Leonhard Hurzlmeier è diventato presto cosciente del suo linguaggio artistico, sviluppando un universo intenso, gioioso e immediatamente riconoscibile. Pluripremiata, la sua arte viaggia in tutto il mondo e può essere divisa in due realtà: “l’immagine veloce”, ovvero quella che vediamo, e “l’immagine lenta”, ovvero quella che interpretiamo. Le sue opere vivaci giocano con le silhouette e le curve per rappresentare una femminilità plurale… non senza una certa ironia. 

Provocatori, ambigui, a volte erotici, altre critici, ma sempre umoristici, i suoi ritratti offrono un panorama sui dibattiti attuali su identità e genere. Nel 2017 ha spostato il suo ritmo singolare verso il mondo del simbolismo. Per Dior ha spinto la Lady Dior sino al confine tra gioco ed enigma. Reinventando le sue linee grafiche, un volto femminile impreziosisce la creazione iconica, che al suo interno ne custodisce il cervello, simbolo di una nuova, giocosa eversione. Sempre in linea con questa idea di dualismo, il secondo modello presenta una nuvola sotto la pioggia che si trasforma in un sole splendente. Il terzo, invece, è caratterizzato da una sirena con paillettes ricamate che svanisce tra la parte anteriore e posteriore della creazione, metafora di un’odissea incantata. Un poema libero e radicale.

YUKIMASA IDA

Attratto dall’arte sin da piccolo, Yukimasa è cresciuto nello studio di scultura di suo padre, dove si è sprigionata la sua scintilla creativa. In un moltiplicarsi di colori ed effetti materici, le sue opere danno vita a emozioni intense e spontanee. Tra astrazione e realismo, il suo universo si ispira al concetto giapponese dell’“ICHI-GO ICHI-E”, basato sull’esaltazione del momento presente. 

Affascinato dallo scorrere del tempo, l’artista riflette costantemente sui piccoli dettagli che costellano la nostra vita e celebra la meraviglia dell’incontro. Per Dior Lady Art, ha reinventato la borsa Lady Dior usando la tecnica dell’impasto, sovrapponendo strati di pittura e minerali. Plurali e intensi, i pigmenti e le tonalità, con la loro finitura testurizzata, riflettono la sua palette iconica. In questa reinterpretazione poetica, l’iconica borsa della Maison prende vita al ritmo delle pennellate, vivace e potente come gli intensi ritratti del pittore.

DAISUKE OHBA

L’arte di Daisuke Ohba è caratterizzata da illusioni ipnotiche, ottenute grazie a effetti olografici. Le sue tele testurizzate presentano colori cangianti che cambiano continuamente in base alla luce e alla posizione dello spettatore nello spazio. L’artista giapponese considera le sue opere come esperienze sensoriali dove la percezione viene interrotta, in un’evoluzione continua e in un gioco con gli elementi circostanti. Per la Maison, Daisuke Ohba ha riprodotto sulla Lady Dior la sua opera M, che raffigura il mondo nella forma di un disco con solchi incisi, in un’ipnotica versione iridescente. 

Nascoste all’interno troviamo linee e goccioline lasciate dalla traiettoria di una trottola in rapido movimento, tratta dalla sua opera MAY. Un omaggio alle stelle, alle meteore e alle piante rampicanti. Un ciondolo digitale permette agli spettatori di osservare il dipinto sotto luci diverse, in un invito a interagire con l’iconica borsa. Gli altri due modelli sono ispirati a SPECTRUM, un’opera in cui l’artista richiama il mare e le onde attraverso pigmenti perlacei. Il primo, realizzato in pelle goffrata, è una riproduzione pressoché perfetta dell’espressione e dei colori intensi delle sue pennellate, mentre il secondo, ricamato con fili luminosi e perle di vetro, riflette la maestria sartoriale della Maison. Ad accompagnare le borse troviamo una palla di neve ellittica in cui naviga una poetica nave Dior, omaggio ai paesaggi della Normandia protagonisti dell’infanzia di Monsieur Dior. Una celebrazione di ricordi e natura che unisce l’innovazione, le ricchezze variegate del Giappone e lo straordinario patrimonio di Dior.

LI SONGSONG

Attraverso superfici fittamente dipinte che rappresentano temi della storia moderna e contemporanea della Cina, Li Songsong compie una riflessione sull’oggettività fluttuante della memoria e dei ricordi. Ispirate a immagini di dominio pubblico, le sue opere presentano scene intagliate. Le sezioni, realizzate in un’ampia gamma di palette di colori e texture, simboleggiano il modo in cui uno stesso tema viene interpretato diversamente da ognuno di noi, un segno distintivo che l’artista cinese riafferma nella sua concezione della Lady Dior.

Dopo averla reinterpretata per la prima volta nel 2008 sotto forma di una monumentale scultura in colori fluo in mostra all’UCCA*, Li Songsong si confronta nuovamente con le linee dell’iconica borsa adattando una delle sue stampe, Swordmanship (III), in tre dimensioni differenti, ciascuna caratterizzata da un raffinato patchwork di colori e materiali. Tanto particolari quanto complementari, quando assemblate le borse riproducono l’opera nella sua interezza, come un trittico audace e affascinante.

*L’Ullens Center for Contemporary Art, una galleria d’arte contemporanea di Pechino.